L’anno scolastico 2026-2027 inizia con cambiamenti concreti nelle classi francesi. Tra un quadro nazionale sull’intelligenza artificiale, nuove esigenze europee in materia di formazione e risultati PISA che pongono interrogativi, il mondo educativo sta attraversando un periodo di rapide trasformazioni. Ecco le tendenze che ridefiniscono la scuola e la formazione in Francia.
Un quadro nazionale per l’IA in classe: cosa cambia a seconda del livello scolastico
Dal giugno 2025, il Ministero dell’Istruzione nazionale dispone di un quadro nazionale per l’uso dell’IA generativa destinato agli studenti e agli insegnanti. Questo quadro distingue due aspetti: la sensibilizzazione al funzionamento dell’IA e l’uso autonomo di strumenti come ChatGPT.
Alle scuole primarie, gli studenti possono scoprire cos’è un’intelligenza artificiale, ma senza creare un account su uno strumento di uso pubblico. L’idea è di spiegare il meccanismo senza esporre i bambini a interfacce progettate per gli adulti.
A partire dalla 4ª classe, l’uso di un’IA generativa diventa possibile. Si applica una condizione rigorosa: l’insegnante definisce e guida ogni attività pedagogica. Lo strumento non sostituisce mai la decisione umana. Al liceo, è ammesso un uso più autonomo, purché rimanga inserito in un quadro di apprendimento esplicito.
Questo limite fissato alla classe di 4ª costituisce un punto di riferimento chiaro per i team pedagogici, che fino ad ora mancavano di direttive precise. Per seguire queste evoluzioni quotidianamente, media specializzati come echosdecole.fr rilanciano regolarmente le decisioni che riguardano la vita scolastica.

AI Act e obbligo di formazione sull’IA: cosa impone l’Europa dal 2025
Avete sentito parlare del regolamento europeo sull’intelligenza artificiale, il famoso AI Act? Il suo articolo 4 riguarda direttamente il settore educativo. Impone a qualsiasi organizzazione che implementa o utilizza un sistema di IA di garantire un livello sufficiente di competenza nell’IA tra il proprio personale.
In concreto, ciò significa che le istituzioni scolastiche e gli enti di formazione devono formare i propri team. Non solo gli insegnanti di tecnologia o informatica, ma tutto il personale in contatto con questi strumenti.
Questo obbligo è entrato in vigore in modo graduale. Non si limita al settore privato o alle aziende tecnologiche. Le scuole, i collegi e i licei che integrano strumenti di IA nelle loro pratiche sono interessati. La questione della formazione degli insegnanti, spesso relegata in secondo piano, diventa un tema normativo europeo.
Cosa implica per gli insegnanti francesi
Il Ministero dell’Istruzione nazionale deve organizzare percorsi di formazione adeguati. Formare gli insegnanti sull’IA non è più un’opzione, è un obbligo legale europeo. Le accademie iniziano a strutturare moduli, ma il dispiegamento rimane disuguale a seconda dei territori.
- Ogni insegnante che utilizza uno strumento di IA in classe deve comprendere il suo funzionamento, i suoi pregiudizi e i suoi limiti.
- I dirigenti scolastici sono responsabili di verificare che questo livello di competenza sia raggiunto nei loro team.
- Gli enti di formazione continua devono integrare l’IA nei loro cataloghi, pena la non conformità con il regolamento europeo.
Risultati PISA 2025: un calo condiviso a livello OCSE
Il sondaggio PISA 2025, condotto dall’OCSE, conferma una tendenza significativa: i risultati degli studenti calano nella maggior parte dei paesi dell’OCSE, non solo in Francia. Questa constatazione condivisa non scagiona nessuno, ma cambia la lettura abituale del “declino francese”.
La Francia si colloca in questa dinamica comune. Il ministero parla di un “miglioramento da perseguire”, il che implica che le misure adottate di recente (rafforzamento delle basi, riduzioni nelle aree educative prioritarie) non hanno ancora prodotto tutti i loro effetti.
PISA misura per la prima volta l’uso scolastico dell’IA
Fatto notevole: l’edizione 2025 di PISA integra per la prima volta indicatori sull’uso dell’intelligenza artificiale in contesto scolastico. È un punto di svolta nella valutazione internazionale dei sistemi educativi. Non si misura più solo la lettura o la matematica, ma anche la capacità dei sistemi educativi di integrare strumenti digitali di nuova generazione.

Standard rafforzati per la padronanza della lingua agli esami 2027
Accanto al digitale, un altro asse importante riguarda la padronanza del francese. Il ministero ha annunciato nuovi standard per la padronanza della lingua in tutti gli esami della sessione 2027. L’ortografia, la sintassi e la qualità dell’espressione scritta peseranno di più nella valutazione.
Questa misura riguarda il brevetto, il baccalauréat e gli esami professionali. Riflette una constatazione condivisa da molti insegnanti: la qualità della scrittura sta diminuendo, anche nei corsi post-bac. Tutte le discipline sono coinvolte, non solo il francese: un compito di storia o di scienze mal redatto sarà anch’esso penalizzato.
Questo inasprimento crea un dibattito. Alcuni vi vedono un segnale positivo di rivalutazione della scrittura. Altri temono una penalizzazione degli studenti provenienti da contesti in cui la norma linguistica è meno praticata a casa.
Cosa disegnano queste tendenze per il rientro e oltre
Il mondo educativo francese si trova all’incrocio di due movimenti. Da un lato, l’integrazione accelerata dell’IA, regolata da testi nazionali ed europei. Dall’altro, un ritorno alle esigenze fondamentali sulla lingua scritta e le conoscenze di base misurate da PISA.
La questione non è scegliere tra digitale e fondamentali, ma formare insegnanti capaci di navigare tra i due. I prossimi mesi mostreranno se le risorse seguiranno le ambizioni dichiarate.



